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6 novembre 2006
IL MIO NUOVO BLOG E' QUI
| inviato da il 6/11/2006 alle 5:47 | |
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4 novembre 2006
DAL BLOG DI BEPPE GRILLO
3 Novembre 2006
Gomorra
Roberto Saviano mi ha inviato una copia del suo libro: ‘Gomorra’
con una dedica. Leggendolo ho pensato a Pasolini. Ho pensato che
Roberto è un ragazzo coraggioso che va protetto. Roberto ha scritto un
libro da rendere obbligatorio nelle scuole. Un libro che rappresenta l’Italia di oggi e che andrebbe letto in classe al posto di ‘Cuore’ di Edmondo De Amicis. I
ragazzi napoletani lavorano a progetto per la Camorra. Sono cocopro in
nero. Generazioni perdute. E’ da loro che bisogna partire per salvare
Napoli. segue
| inviato da il 4/11/2006 alle 5:41 | |
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1 novembre 2006
E QUESTO E' L'UOMO PIU' POTENTE DEL MONDO
| inviato da il 1/11/2006 alle 7:25 | |
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1 novembre 2006
UN MODESTO CONTRIBUTO ALLA SEMPLIFICAZIONE DEL SISTEMA FISCALE
| inviato da il 1/11/2006 alle 5:26 | |
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31 ottobre 2006
Solo due cose sono infinite: la stupidità umana e l'universo. Ma sulla seconda non metterei la mano suo fuoco! (A.Einstein)
| inviato da il 31/10/2006 alle 18:55 | |
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30 ottobre 2006
L'ecosistema di zio Bill
L'ecosistema di zio Bill Le lobby di Microsoft combattono su più fronti in Europa. Ma un particolare le smaschera. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 24-10-2006]  Da un po' di giorni, infuria una polemica ai vertici dell'Unione europea. La commissione è oggetto di pressioni sguaiate, sui possibili pericoli per il settore dell'ICT, da parte di un gruppo di software-liberisti. No, non si tratta degli aderenti alla Free Software Foundation, ma di una lobby di produttori software che si richiama alle teorie economiche liberiste: l'Initiative for Software Choice (ISC), sovvenzionata da Microsoft. Senza usare mezzi termini, ISC minaccia effetti funesti se l'open-source prende troppo piede in Europa. Le azioni intraprese dalla Commissione Europea possono distruggere "l'intero ecosistema software". Galeotto fu un documento, "Studio sull'impatto economico dell'open source sull'innovazione e la competitività dell'ICT in Europa", e chi lo scrisse, il MERIT, il centro di ricerca sulle tecnologie dell'università delle Nazioni Unite, con sede a Maastricht. Il rapporto, uno dei primi a non essere sponsorizzato dalla "concorrenza", è lusinghiero nei confronti dell'open-source. Grazie alla prevista adozione massiccia dei sorgenti aperti, il settore dell'ICT (Information and Communication Technology) europeo avrà più profitti, innovazione, crescita, concorrenza, competitività, e potrà agevolmente colmare il gap tecnologico con gli Usa. La pubblica amministrazione dovrebbe non solo adottare questi sistemi, ma anche incentivarne l'uso presso le aziende, con strumenti tipo i crediti d'imposta. Parole non nuove per chi crede in questo modello economico-cognitivo, ma che forse per la prima volta provengono da un pulpito istituzionale europeo. Invece ISC, con la lettera, scritta alla Commissione Europea, e pubblicata da TechWorld, considera il rapporto "un peana a favore dell'open-source, più che un'indagine seria". La lettera avverte che se le istituzioni seguiranno le linee di condotta raccomandate dal rapporto MERIT, faranno "deragliare l'economia europea, danneggiando considerevolmente l'intero ecosistema software". Per la seconda volta, in poche settimane, i dipendenti Microsoft usano la parola ecosistema. Poco tempo fa, IDC aveva usato lo stesso termine per glorificare l'impulso di Vista sull'economia europea. L'uso di questa parola non è casuale. Parlare di "ecosistema software", o addirittura di "ecosistema Microsoft", non fa venire in mente la giungla amazzonica. Si tratta certamente di un lapsus freudiano. Dopo che sono passati i bulldozer di zio Bill, il settore dell'ICT europeo non ha niente a che vedere con la biodiversità. Assomiglia piuttosto a un latifondo coltivato estensivamente a soia transgenica. Solo l'ecosistema bio-diverso assicura la sopravvivenza di lungo periodo, e un habitat ottimale a molte forme di vita che lo occupano. La monocoltura favorisce una sola specie. Equalizza, uniforma, e richiede dosi sempre più massicce di pesticidi, perché, lasciata a sè stessa, soccombe. È l'ultimo stadio, prima della desertificazione. Un motivo in più per spingere su sistemi free e open-source.
| inviato da il 30/10/2006 alle 5:12 | |
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25 ottobre 2006
UN RITRATTO DELL'ITALIA
Alessio http://alessios4.blogspot.com/ Alessio Marchetti 25.10.06 04:39 | Rispondi al commento |font> Caro Beppe mi piace il tuo slogan ma purtroppo non c'e' piu' nulla da resettare.
Putin ha ragione: siamo la culla della mafia (ma si dimentica delle bustarelle, magari ne ha ricevute pure lui da qualche faccendiere italiano).La creativita' esisteva, sta scomparendo. Il reddito medio e' piuttosto alto se lo compariamo con quello dei paesi dell'Europa orientale ma siamo infinitamente piu' ignoranti. Prova a consultare le tabelle sul livello di istruzione media o il numero di libri letti in un anno: non e' comparabile neanche con alcuni dei paesi del terzo mondo. Se poi andiamo a vedere cosa la gente legge notiamo che i libri di vespa sono in testa alle classifiche. In questa cultura e' nata una classe politica cialtrona ignorante ed irremovibile. Il peggior silvio ha gia' vinto la sua battaglia. Ho la netta impressione che sia lui a scegliersi gli oppositori, quelli che gli danno veramente fastidio li lincia mediaticamente, ci rimangono il tenero bertinotti (tenero con il peggior silvi s'intende), i saccentete d'alema e il sordiano rutelli con l'odiosa moglie strapagata dalla tv. Moretti dove sei Nanniiiiiii? Hai ragione tu: con questa sinistra non vinceremo mai, anche se e' al Govero si continua ad andare alla deriva, una deriva becera e fascista. craxi al confronto del peggior b era un dilettante. Piu' il tempo passa e piu' la gente si avvicina ad essere tanto disgustosa quanto i personaggi della polita: il morbo dei volgari furbi si sta allargando. Io sono emigrato all'estero, mi spiace ma non mi voglio rovinare il fegato nel vedere crimilali e e delinquenti che non solo ci derubano ma che ci prendono per il culo. Addio caro Grillo
| inviato da il 25/10/2006 alle 6:7 | |
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22 ottobre 2006
OPEN COLA
OpenCola
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
OpenCola è una specie di cola
unica in quanto le istruzioni per prepararla sono liberamente
consultabili ed eventualmente modificabili. Chiunque può crearsi la
bevanda, e tutti possono modificare o regolare la giusta quantità degli
ingredienti, e possono inoltre regolare i loro cambiamenti basandosi
sulla GNU General Public License.
Nata inizialmente come mezzo per trasmettere il significato e l'importanza del software open source, la bevanda iniziò ad avere un discreto successo - tanto da far vendere più di 150.000 lattine. L'azienda della OpenCola,
situata a Toronto, è diventata famosa più per la sua bevanda, che per
il software prodotto. Laird Brown, il responsabile marketing, ha
affermato che il successo è scaturito da una graduale sfiducia nelle multinazionali
e dalla possibilità di sapere cosa si stia veramente bevendo. Purtroppo
però l'industria della OpenCola ha successivamente attuato un nuovo
piano strategico preferendo non pubblicare più sul proprio sito
informazioni riguardo la prima bibita open source.
L'azienda è poi fallita e ad oggi nessuno produce una bevanda con tale ricetta.
Ricetta
Ingredienti per l'essenza
- 3,5 ml di olio d'arancia
- 1 ml di olio di limone
- 1 ml di olio di noce moscata
- 1,25 ml di olio di cassia
- 0,25 ml di olio di coriandolo
- 0,25 ml di olio di neroli
- 2,75 ml di olio di lime
- 0,25 ml di olio di lavanda
- 10 g di gomma arabica
- 3 ml acqua
Ingredienti per lo sciroppo
- 2 cucchiai di essenza (sopra indicata)
- 3 e 1/2 cucchiai di acido citrico
- 2,28 l di acqua
- 2,36 Kg di zucchero bianco granulare
- 1/2 cucchiaino di caffeina, circa 20 ml (opzionale)
- 30 ml di caramello
Preparazione dell'essenza
Miscelate gli oli in un recipiente ad esempio una tazza. Aggiungete
la gomma arabica e mescolateli con un cucchiaio. Aggiungete l'acqua e
amalgamate il composto con molta cura.
In alternativa potete utilizzare anche un mixer e frullare il tutto
per 5 minuti. La miscela può essere tenuta in frigo in un contenitore
sigillato oppure a temperatura ambiente.
Preparazione dello sciroppo
Aggiungete a 5 millilitri di essenza i 3 cucchiai e mezzo di acido
citrico, poi l'acqua e infine lo zucchero. Se preferite potete
aggiungere la caffeina facendo attenzione a scioglierla molto bene.
Aggiungete poi i 30 ml di caramello. Per finire la vostra Cola Cola
dovete calcolare per ogni parte di sciroppo 5 parti di acqua gassata.
La coca-cola è pronta!
In Italia
In Italia
era stato avviato un progetto omonimo per una bevanda tonica a base di
sambuco. Attualmente il progetto risulta fermato e cancellato.
Recentemente è stato avviato il progetto italiano Open Drink fra i cui obiettivi c'è quello di riscrivere e migliorare la ricetta della OpenCola.
| inviato da il 22/10/2006 alle 14:14 | |
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22 ottobre 2006
LA DEMOCRAZIA
La democrazia è quella cosa dove ci sono due schieramenti a pari merito al 45%. A decretare la vittoria dell'uno o dell'altro è un 10% di imbecilli, che cambia idea a seconda di quello che sente in TV!
| inviato da il 22/10/2006 alle 13:54 | |
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20 ottobre 2006
AGLI IMBECILLI
Vorrei dire molte cose a quelli che nello stadio di Verona, in occasione della visita papale, hanno fischiato ed insultato Prodi de hanno invece applaudito Berlusconi......................
| inviato da il 20/10/2006 alle 6:30 | |
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18 ottobre 2006
Beppe Grillo dixit
Oltre il semplice No!

Sì e No. Il Sì è positivo e il No è
negativo. Il Sì è il semaforo verde, il No è il semaforo rosso. Il Sì è
il futuro, il No il trapassato prossimo. I media sono sempre dalla
parte del Sì. I politici sono sempre dalla parte del Si. I
filibusti-finanzieri della Colf-industria sono sempre dalla parte del
Sì. benettontronchettigeronzicimoliscaroni annuiscono sempre.
Entusiasmati dal loro conto corrente positivo. Sì! Sono tutti dalla parte del progresso.
Degli inceneritori, delle privatizzazioni di acqua, autostrade,
comunicazioni, delle centrali nucleari, dei tunnel per rimanere in
Europa e del ponte per ricongiungere la Sicilia alla Madre Patria,
della Legge Biagi, delle esternalizzazioni, delle razionalizzazioni.
Sprizzano ottimismo, gioia e tanta, tanta, ma mai sufficiente
riprovazione per chi dice No. Il No è provinciale,
infantile, di chi non ha ancora capito, tipico di quelli che hanno un
giardino e non un posto macchina. Dei Nimby, dei No-Global, degli
estremisti rispetto a chi sta al centro. Dei Valsusini, dei No-Tav,
No-Tac, No-Parcheggi, No-Smog, No-Macchine, No-Consumi, No-Inquinamento. Tutta
feccia finanziariamente inutile. Dannosa per il business. Dannosa per
le alleanze. E le alleanze sono sempre positive per chi ci guadagna.
L’amministratore delegato di Abertis Salvador Alemany Mas, che dal nome ricorda Chico: Cico Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales, di Zagor, lo sa bene. Dopo l’operazione politica a novantagradi Zapatero(attivo)- Prodi(passivo),
ha dichiarato: “Il problema è il sistema tariffario, non gli
investimenti”. Sì all’aumento dei pedaggi, Sì all’azione che vola in
Borsa. Ecco, questa frase è illuminante. Gli investimenti sono sempre a
carico dei retrogradi del No e il pedaggio lo incassano sempre gli
alfieri del Sì. I No non vogliono piegarsi. I Sì vogliono sempre
procedere in avanti. Questa polarizzazione va invertita. Un No semplice non è più sufficiente. Bisogna andare oltre. E imparare a dire: “Sì: va 'fffanculo”.
| inviato da il 18/10/2006 alle 6:9 | |
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17 ottobre 2006
JACOPO FO
Sono un giornalista vigliacco.
Questa mattina mi sono svegliato alle 6 pensando alla giornalista russa uccisa, Anna Politkovskaja.
Generalmente mi sveglio un’ora più tardi.
Questa anticipazione, conoscendomi, vuol dire che qualche cosa mi rode.
Questo articolo lo scrivo per liberarmene.
Mi fa molto incazzare che ammazzino la gente che scrive la verità. Ma
il problema non è questo. E’ che io ho deciso di non farmi ammazzare e
una parte di me non condivide questa scelta.
E’ un discorso difficile. C’è stato un momente nella mia vita, tanti
anni fa, nel quale ho deciso che valeva la pena di morire per
combattere le ingiustizie.
Poi ha deciso che volevo vivere il più a lungo possibile perché così
avrei potuto fare più danni e anche perché mi sono convinto che non
sono gli eroi che cambiano la storia ma quelli che riescono a costruire
qualche cosa, ad esempio un posto come Alcatraz dove possano esistere
frammenti momentanei di un mondo migliore.
E questo modo di vedere mi ha portato, a smettere di scrivere alcune
cose. Ad esempio ho smesso di denunciare le truffe che avvengono nella
regione dove vivo.
“Ma come? Non racconti tutta la verità?”
No, non la racconto. Ho denunciato qualche grande truffa, con tutti i
partiti d’accordo, e ho pagato con 7 procedimenti penali per scempio
ambientale, l’azzeramento dei finanziamenti irrisori che ricevevamo e
la perdita di tutte le possibilità di lavoro in zona.
E per denunciare che cosa? Semplicemente quello che chiunque andasse a fare quattro chiacchiere al bar poteva sapere.
La cosa più avvilente della corruzione è proprio che tutti ne sono a conoscenza.
L’altra cosa che ho fatto è stata di ritirare tutti i progetti che
avevamo presentato all’Unione Europea. Una voce mi aveva spiegato che
stavo facendo una cazzata enorme. Avevamo presentato dei progetti
troppo intelligenti e ben fatti e avevamo anche commesso l’errore di
chiedere tantissimi soldi per realizzarli. Il dramma era che
rischiavamo di prenderli… E questo avrebbe fatto incazzare “i poteri
forti”.
Cioè in realtà avevamo possibilità di prendere quei soldi solo sulla
carta, perché per tantissimi soldi i poteri forti sono disposti a
qualunque cosa. Capii che le mie possibilità erano solo teoriche
(stupide teorie infantili) e feci una scelta di realismo. Dopo essermi
svegliato per qualche giorno alle 6 del mattino mi presentai presso gli
uffici competenti, restituii con gli interessi un primo finanziamento e
iniziai le pratiche per annullare tutte le domande di finanziamento
presentate. I funzionari mi guardavano con gli occhi fuori dalle
orbite, non avevano mai visto il primo in graduatoria ritirarsi. Così i
bombardamenti cessarono e potemmo continuare a lavorare, altrove.
Non mi piace fare queste scelte. Sono umilianti. In me, ogni tanto,
urla il guerriero che ero a vent’anni. Lanciarsi sulle linee nemiche
cantando è esteticamente meraviglioso.
Faccio invece una gran fatica a mantenere questo profilo basso. Misurare le parole. Trasformare la rabbia in astuzia.
Scegliere il momento.
E ogni tanto devo ricapitolare le ragioni di questa scelta di rifiutare
l’eroismo. Chiedermi di nuovo perché dopo gli anni del sogno
rivoluzionario ho deciso che aveva ragione mio nonno.
Lui aveva scelto di fare la resistenza senza sparare, si occupava di
far scappare gli ebrei in Svizzera. Il che comportava che potesse
continuare a fare il capostazione a Luino, giusto sul confine.
Nascondevano i fuggitivi nelle cassapanche che dovevano contenere la
sabbia per i freni e poi pregavano di non dover frenare troppo
velocemente. Mio nonno aveva capito che per salvare quelle persone
doveva tenere la testa bassa. Così mio padre dovette andare a fare il
soldato coi fascisti. Un figlio disertore avrebbe bruciato mio nonno e
se smetteva di fare il capostazione come li faceva scappare gli ebrei?
Mio padre aveva 17 anni e si imboscò in una serie di corsi di
formazione (divenne paracadutista e guastatore) e poi riuscì a farsi
mandare a dipingere Madonne nelle chiese. Quando si trovò davanti
all’alternativa tra andare a combattere contro i partigiani o finire in
campo di concentramento in Germania mio padre disertò. Ma non era più
un problema perché a quel punto mio nonno era riuscito a far scappare
tutti gli ebrei che avevano trovato.
Credo sia stata una scelta giusta. Ma per tutta la vita a mio padre è
stato rinfacciato il fatto di aver indossato la divisa fascista.
Succede così: chi fa certe scelte “non eroiche” raccoglie insulti.
Non fare l’eroe è anti estetico e a volte questa scelta mi brucia tremendamente.
Poi penso che limare tutti i giorni fa più danni di una carica di
cavalleria contro le mitragliatrici. Ma a volte non resisto e tiro un
sasso. Ieri ad esempio ho pubblicato un articolo sull’Aids. Non ne
parlavo da tempo. Farlo è da masochisti. Ma l’assassinio di Anna
Politkovskaja mi aveva fatto incazzare.
Cara Anna, perché ti sei fatta ammazzare? Dovevi fuggire da quei
mostri. Emigrare. Hai tutta la mia ammirazione per il tuo coraggio.
E tutta la mia tristezza per la tua morte.
E tutto il rispetto perché non hai saputo resistere in silenzio davanti all’orrore.
Ma è stato un errore. Dovevi abbandonare quel paese e continuare la tua battaglia da lontano.
Intendimi, non è una critica, a volte star zitti è impossibile.
E’ solo una disquisizione teorica.
In teoria sopravvivere è meglio.
Non so se ho fatto bene a scrivere questo articolo. Comunque ho ridotto
il pericolo che qualcuno pensi che su questo blog io pubblichi tutta la
verità.
No, io faccio un’altra cosa: non pubblico bugie. La verità la dico fino
a un certo punto, cerco di capire qual è la linea al di là della quale
sparano e mi fermo un metro prima.
Sono un giornalista vigliacco ma almeno non faccio finta di essere coraggioso.
| inviato da il 17/10/2006 alle 6:30 | |
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20 aprile 2006
UN VIDEO DA NON PERDERE PER CHI VUOLE CAPIRE
Berlusconi e l'impero fininvest
da Arcoiris Tv*
Il giornalista Sidney Rotalinti** e il commissario Fausto Cattaneo raccontano delle indagini sull'impero Berlusconi http://www.prodigit.splinder.com/post/7804253 *Arcoiris (www.arcoiris.tv) è una televisione accessibile gratuitamente da Internet.
A differenza di una Tv tradizionale lo spettatore può decidere cosa
vedere in qualsiasi momento, senza più vincoli d'orari e palinsesto.
L'offerta di titoli è costantemente aggiornata e proviene sia da
filmati che giriamo noi direttamente che da contributi esterni.
Usare Arcoiris Tv è molto semplice: si entra nel sito, si cerca un filmato tra le categorie presenti
e si sceglie il tipo di connessione adeguata al vostro modem (ADSL per
le connessioni a larga banda, 56K per i modem analogici).
La visione inizia immediatamente, senza tempi d'attesa visto
che gli attuali lettori di file video (Real Player e Windows Media
Player) consentono l’utilizzo della tecnologia detta “streaming”. Chi
non avesse sul proprio computer il lettore adatto può scaricarlo dalla
nostra stessa home page gratuitamente con pochi “click”.
In alternativa è possibile scaricare anche la versione .mp3 (per chi
volesse solo l'audio) e la versione in Alta Risoluzione (per la
creazione di DVD, VHS o per la ritrasmissione televisiva).
Con Arcoiris Tv sei tu che scegli cosa vedere e quando, e soprattutto
hai l'occasione di vedere interviste a personaggi o servizi
giornalistici che normalmente in una televisione tradizionale non
vedresti per motivi di censura o perché ritenuti non remunerativi. **http://web.ticino.com/mountain/ARIA-DI-DOMANI/index.htm
| inviato da il 20/4/2006 alle 6:10 | |
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15 aprile 2006
AL POPOLO DELL'UNIONE
"La regressione e il peggioramento non vanno accettati: magari con l'indignazione e la rabbia, che, contrariamente all'apparenza, sono, nel caso specifico, atti profondamente razionali. Bisogna avere la forza della critica totale, del rifiuto, della denuncia disperata e inutile" (Pier Paolo Pasolini)
| inviato da il 15/4/2006 alle 9:33 | |
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15 aprile 2006
ADERISCI ANCHE TU AD UNA IMPORTANTE INIZIATIVA UMANITARIA!
CLICCA ANCHE TU SUL LINK "BERLUSCONI VATTENE!"
| inviato da il 15/4/2006 alle 9:10 | |
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15 aprile 2006
L'UNIONE HA VINTO!
L’INCUBO
E’
FINITO? 
| inviato da il 15/4/2006 alle 7:7 | |
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7 aprile 2006
E' NATA UNA NUOVA ASSOCIAZIONE
| inviato da il 7/4/2006 alle 6:18 | |
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6 aprile 2006
GOOGLE E' COMUNISTA (O FORSE SOLO REALISTA?)
Questa è da provare: 1) vai su Google http://www.google.it 2) scrivi la parola "Failure" 3) clicca su "Mi sento fortunato" 4) fatti una risata o piangi e torna su Google 5) adesso scrivi "Fallimento" 6) clicca su "Mi sento fortunato 7)Diffondete
| inviato da il 6/4/2006 alle 6:23 | |
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6 aprile 2006
SCATENATEVI, COG****I!
| inviato da il 6/4/2006 alle 6:7 | |
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5 aprile 2006
IO SONO UN COGLIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
"Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse" (Berlusconi - 4 aprile 2006)
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| inviato da il 5/4/2006 alle 6:5 | |
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3 aprile 2006
ANNUNCIO PUBBLICO DI SICUREZZA
Questo annuncio pubblico e' rivolto ai cittadini italiani e tratta dei possibili problemi di sicurezza riguardanti gli Stati Uniti d'America. Non si prevede nulla in vista delle elezioni americane sia perche' sono nel 2008 sia perche' agli americani fondamentalmente non gliene frega niente. Questo annuncio pubblico quindi e' da ritenersi sempre valido. Andare negli Stati Uniti e' pericoloso, la' son tutto armati fino ai denti. Se andate a far la spesa portatevi un interprete, che se il negoziante equivoca facilmente vi spara una fucilata. se vi ferma la polizia non scendete dalla macchina e tenete le mani ben in vista, scendere dalla macchina e' considerato un atto ostile ed anche loro potrebbero spararvi. se invece un rapinatore vi minaccia con un'arma c'e' poco da fare, anche se gli date tutti i soldi o prima o dopo vi sparera' sicuramente. Vi vogliamo inoltre ricordare che per quanto la menino, negli USA non c'e' alcun pericolo di attacco terroristico, i terroristi hanno paura di girare in quel paese di pazzi. C'e' invece da stare attenti nel resto del mondo, gli americani amano fare guerre un po' dove capita, per cui vi invitiamo a mantenervi informati, ed a tagliare l'angolo se il paese in cui vi trovate dovesse improvvisamente risultare fastidioso agli americani.
| inviato da il 3/4/2006 alle 6:19 | |
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31 marzo 2006
IL CAVALIERE ED IL LIBRO COPIATO
Il Cavaliere e il libro copiato allo storico: "Così mio marito Firpo lo smascherò" Marco Travaglio la Repubblica 23-03-2006 |
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| TORINO - Un giorno d´estate di metà anni 80 Luigi Firpo se ne stava in poltrona nella sua villa sulla collina torinese con la moglie Laura. Faceva zapping in tv. Su Canale 5 una graziosa signorina intervistava il padrone, Silvio Berlusconi. E ne magnificava l´enorme bagaglio culturale: «Lei è anche un grande studioso dei classici…». Il Cavaliere si schermiva: «Ma no, non dica così…». E lei: «Sì, invece, non faccia il modesto. Lei, dottore, ha appena pubblicato un´edizione pregiata dell´Utopia di Tommaso Moro, con una bellissima prefazione e una perfetta traduzione dal latino…». E lui: «Beh, in effetti il latino non lo conosciamo tutti, bisogna tradurlo…». Firpo, grande intellettuale torinese, polemista della Stampa con i suoi "Cattivi pensieri", ma soprattutto docente universitario di Storia delle dottrine politiche e fra i massimi esperti di cultura rinascimentale, drizzò le antenne. Anche perché aveva da poco tradotto e commentato un´edizione dell´"Utopia" per l´editore Guida di Napoli. L´intervistatrice attaccò a leggere la prefazione del Cavaliere. Dopo le prime due frasi, l´anziano studioso fece un salto sul divano: «Ma quella prefazione è la mia! E´ tutta copiata! Ma chi è questo signore? Ma come si permette?». L´episodio è tornato in mente a Laura Salvetti, la vedova di Firpo, qualche giorno fa, quando Silvio Berlusconi in una delle sue tele-esternazioni elettorali si è così descritto in terza persona: «Il presidente del Consiglio si è nutrito di ottime letture e ha un curriculum di studi rilevantissimo...». E´ corsa in archivio, ha estratto una cartella intitolata "Berlusconi", ne ha cavato uno strano bigliettino autografo del Cavaliere e ha deciso di raccontarne il retroscena. «Era subito dopo le vacanze estive, credo in settembre. Firpo (lei lo chiama rispettosamente così, ndr), quando scoprì in tv che Berlusconi aveva copiato la sua versione dell´Utopia, si attaccò subito al telefono per avere quel libro. Gli risposero che era un´edizione privata, in pochi esemplari, riservata all´entourage del Cavaliere. Ma lui, tramite l´associazione milanese degli Amici di Thomas More, riuscì a procurarsi una copia in visione. La sfogliò e sbottò: "Non è un plagio, è peggio! Quello ha copiato interi brani della mia prefazione e la mia traduzione integrale dal latino, mettendoci la sua firma. Non ha cambiato nemmeno le virgole!". Prese carta e penna e scrisse a Berlusconi, intimando di ritirare subito tutte le copie e annunciando che avrebbe sporto denuncia. Qualche giorno dopo squillò il telefono di casa: era Berlusconi». A questo punto inizia un irresistibile balletto telefonico, con il Cavaliere che cerca scuse puerili per placare l´ira dell´austero cattedratico, e questi che, sbollita la furia, si diverte a giocare al gatto col topo. Firpo minaccia di mettere in piazza tutto e trascinarlo in tribunale. «Berlusconi - ricorda la moglie - incolpò subito una collaboratrice, che a suo dire avrebbe copiato prefazione e traduzione a sua insaputa. E implorò Firpo di soprassedere, pur precisando di non poter ritirare le mille copie già stampate e regalate ad amici e collaboratori. Firpo, capito il personaggio, cominciò a divertirsi alle sue spalle. Lo teneva sulla corda con la causa giudiziaria. E Berlusconi continuava a telefonare un giorno sì e un giorno no, con una fifa nera. Pregava di risparmiarlo, piagnucolava che uno scandalo l´avrebbe rovinato». Pure Franzo Grande Stevens, famoso avvocato e consigliere di casa Agnelli, che di Firpo era amico anche per via della comune candidatura nel Pri, seguì la faccenda da vicino: «Firpo mi raccontò di quel plagio. Era esterrefatto. Anche perché Berlusconi, anziché scusarsi, dava la colpa a una segretaria. Poi cercò di rabbonirlo con regali costosi, che il professore rispedì sdegnosamente al mittente». «Passava - ricorda la moglie Laura - intere mezz´ore al telefono col Cavaliere. E alla fine correva a raccontarmele, fra l´indignato e il divertito: sapessi quante barzellette conosce quel Berlusconi. E´ un mercante di tappeti, una faccia di bronzo da non credere, sembra di essere in una televendita». Il tira e molla si trascinò per mesi. Anche con uno scambio di lettere, ancora riservate (saranno pubbliche solo nel 2009, vent´anni dopo la morte dello studioso). Per ora c´è solo quel bigliettino rimasto nei cassetti della signora Laura, visto che era indirizzato anche a lei: «Accompagnava un doppio regalo per Natale, credo del 1986. Nel frattempo Berlusconi aveva pubblicato un´edizione riveduta e corretta dell´Utopia, senza più la prefazione copiata e con la traduzione di Firpo regolarmente citata. Ma Firpo seguitava a fare l´offeso, ripeteva che la cosa era grave e la stava ancora valutando con gli avvocati. Un giorno lo invitarono a Canale 5 per parlare del Papa e si ritrovò Berlusconi dietro le quinte che gli porgeva una busta con del denaro, "per il suo disturbo e l´onore che ci fa". Naturalmente la rifiutò. Poi a Natale arrivò un corriere da Segrate con un bouquet di orchidee che non entrava neppure dalla porta e un pacco: dentro c´era una valigetta ventiquattr´ore in coccodrillo con le cifre LF in oro». Il biglietto d´accompagnamento è intestato Silvio Berlusconi, datato "Natale 1986" (ma l´ultima cifra è uno scarabocchio) e scritto a penna: "Molti cordiali auguri ed a presto… Spero! Silvio Berlusconi". Poi una frase aggiunta a biro: "Per carità non mi rovini!!!". Ma Firpo continuò il suo gioco: «Rispedì la borsa a Berlusconi, con un biglietto beffardo: "Gentile dottore, la ringrazio della sua generosità, ma gli oggetti di lusso non mi si confanno: sono un vecchio professore abituato a girare con una borsa sdrucita a cui sono molto affezionato. Quanto ai fiori, la prego anche a nome di mia moglie Laura di non inviarcene più: per noi, i fiori tagliati sono organi sessuali recisi…" Non lo sentimmo mai più». |
| inviato da il 31/3/2006 alle 6:29 | |
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30 marzo 2006
IL PRESTIGIO DELL'ITALIA NEL MONDO
 Il settimanale americano Newsweek (comunista) ha dedicato l’articolo di copertina all’elefantino con il titolo: “Why Silvio isn’t smiling (Perchè Silvio non ride più)”. Se l’elefantino non ride più adesso, gli italiani non ridono più da un pezzo. Almeno lui si è divertito in questi cinque anni. Newsweek: “Durante il governo Berlusconi la quarta economia europea è diventata l’anello più debole dell’Europa. Da un già anemico tasso di crescita dell’1,8% del 2001, l’Italia è scesa allo 0% dello scorso anno. Niente!” “Il Cavaliere non ha fatto nella sostanza nessuno sforzo per introdurre serie riforme per invertire il declino economico dell’Italia. “Durante i suoi cinque anni non sono avvenute né grandi privatizzazioni, né riforme strutturali”, dichiara Boeri della Università Bocconi di Milano, “La sua idea è di aumentare la spesa pubblica e di tagliare le tasse per rivitalizzare la domanda”. Non ha funzionato. Numerosi uomini di business europei sono preoccupati che in futuro l’economia italiana si deteriori al tal punto da costringere l’Italia ad uscire dall’euro”. “Si consideri la situazione potenziale che Prodi troverà in caso di vittoria. Anche se vincerà con un margine sostanziale, sarà difficile per lui avviare delle riforme economiche. La ragione? Grazie ai cambiamenti apportati alla legge elettorale dal governo Berlusconi, l’Italia è ritornata al vecchio sistema della rappresentanza proporzionale che ha creato coalizioni instabili in passato. “Il Paese sarà molto meno governabile”, dice John Harper del centro di Bologna della John Hopkins University. “La bilancia commerciale italiana ha superato i 10 miliardi di euro di deficit nel 2005, un risultato dovuto sia all’aumento del costo dell’energia, sia alla crescita del costo del lavoro. Il deficit di bilancio delle nazioni europee non dovrebbe superare il 3% del prodotto interno lordo. Molte nazioni lo hanno superato, ma l’Italia, intorno al 4%, è tra le peggiori”. “Si confronti la crescita zero dell’Italia con quella delle altre nazioni europee: Spagna 3,4%, U.K. 1,8%, Francia 1,4%”. Sento un rumore di pentole, di pentole argentine. Durante questi anni alcuni gruppi, alcune persone, si sono enormemente arricchiti, mentre il Paese si impoveriva e si trova oggi di fronte a un possibile salto nel buio. Credo che sia corretto che il prossimo Governo istituisca una commissione che verifichi la liceità di questi patrimoni e, in caso contrario, li utilizzi per ridurre il deficit dello Stato.
| inviato da il 30/3/2006 alle 6:29 | |
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24 marzo 2006
LETTERA APERTA AL "COSIDDETTO" PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Lettera aperta al Presidente del Consiglio: " Egregio Cavaliere, Lei è venuto a Genova e non si è trovato bene, Genova non la ama e lei non ama Genova, ma forse le è sfuggito il perchè e vorrei spiegarglielo. Qui, da noi, la pubblicità non funziona granchè, amiamo le cose concrete, solide , che si possono toccare, i discorsi li lasciamo agli altri guardiamo i fatti, e i suoi non sono granchè. La nostra storia parla per noi andavamo in giro per il mondo quando il resto d'Europa viveva nei villaggi, siamo multiculturali e multietnici da 1000 anni e il nostro dialetto riporta molte parole arabe senza che gli arabi ci abbiano mai dominati, semplicemente ci piacevano e le abbiamo adottate. Valutiamo le persone per quello che sono e per quello che fanno non dal colore o dalla religione. Qui è nata la grande industria con i grandi capitalisti, quelli di una volta i galantuomini che rischiavano i soldi loro e non quelli degli azionisti e che alla fine, magari, lasciavano il patrimonio alla città o fondavano ospedali. Qui è nato il socialismo, le società di mutuo soccorso, la solidarietà. Genova ha cacciato, prima in Italia i nazisti che, solo in questa città hanno firmato la resa. Qui i missini, molto diversi dai finiani dei giorni d'oggi, hanno voluto provocare e mal glie ne incolse. Non abbiamo preconcetti, mettiamo alla prova le persone, le valutiamo dai fatti e poi decidiamo. E abbiamo deciso che Lei non ci piace, non per quello che è ma per quello che fa o che fa male. Nessuno ha organizzato agguati o sommosse, semplicemente le abbiamo fatto capire che non ci piace". Franco Bellè
 Disonesto? No, direi piuttosto diversamente onesto!
| inviato da il 24/3/2006 alle 6:13 | |
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19 marzo 2006
LOSCHI FINI E PICCOLI CASINI

PierFerdinando Senza Macchia e Senza Paura e Gianfranco Cuor di Leone si sono prestati per anni allo scempio del nostro paese. Adesso che l’uomo che li ha creati sembra in declino, queste due “mezze” punte tirano fuori il capino dall’immondizia in cui sono immersi e fanno la faccia schifata, gridando, ma non troppo (vedi mai che il Buffon da Arcore abbia un colpo di coda): ”Non è vero che va tutto bene! Bisogna parlare del futuro ! Cambiamo registro!” Nell’attesa stanno ispezionando i distributori di benzina, per appenderci, un giorno, quella caricatura vivente che ha rappresentato l’Italia del mondo per i peggiori 5 anni che la storia democratica del nostro paese ricordi. Quella caricatura ci fa quasi pena! Ma se i successori sono questi, qualcuno la dovrà rimpiangere.
| inviato da il 19/3/2006 alle 6:4 | |
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16 marzo 2006
DAL BLOG DI ANTONIO DI PIETRO
La menzogna come strumento politico 
Le promesse dei politici, si sa, vengono spesso equiparate a quelle dei marinai. Ne parlo anche in un video che potete vedere qui. In Italia, unico tra i Paesi democratici, la menzogna e la negazione della verità sono purtroppo tollerate in chi rappresenta i cittadini. Quasi che debbano far parte del bagaglio professionale del buon politico, che può dire e non dire, affermare e ritrattare, fraintendere ed essere frainteso. Le foto dei cosiddetti pianisti in Parlamento che votavano anche per i colleghi assenti sono state pubblicate in questi anni da molti giornali, ma questi parlamentari sono ancora lì, dopo un’azione, derisoria e mendace nei confronti degli elettori, in cui hanno alterato l’esito delle votazioni. Bill Clinton fu messo sotto accusa per anni per aver mentito su una sua presunta relazione; il nostro presidente del consiglio ha mentito sulla sua affiliazione alla P2, è stato condannato in primo e secondo grado e quindi prescritto. E’ stato riconosciuto colpevole senza ombra di dubbio dal tribunale di Venezia. Clinton si sarebbe ritirato a vita privata. Nella vita pubblica italiana la menzogna non è più tollerabile, chi mente, chi nega la verità, non può rappresentare i cittadini e il nostro Paese. Nella prossima legislatura, anche sul mio sito, non mancherò di rilevare ogni falsità provata da parte dei politici.
Postato da Antonio Di Pietro in Eliminazione dei conflitti di intereresse
| inviato da il 16/3/2006 alle 20:20 | |
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16 marzo 2006
BONDI, LA TESTA PIU' LUCIDA DI FORZA ITALIA
In preda a delirio alcolico ("Sandrone" Bondi) ha inviato una lettera densa di significati pastorali a 25.000 parroci italiani in occasione delle elezioni. "È, questo, il nostro modo di impegnarci per testimoniare la nostra fede. La prego di voler accogliere questo piccolo pensiero, la nostra semplice brochure, come un modo per condividere l'impegno difficile per l'affermazione della Verità Cristiana nella nostra società e nel tempo che ci è dato di vivere. Con questi sentimenti e pensieri voglia ricevere i miei più affettuosi saluti. Con viva cordialità. Suo devotissimo". Sandro Bondi
Queste le parole di accompagnamento di Superciuk all'opuscolo: "I frutti e l'albero. Cinque anni di governo Berlusconi letti alla luce della dottrina sociale della Chiesa" inviato ai parroci italiani. Una brochure che elenca i provvedimenti in favore della Chiesa in questi anni, come la legge per la regolarizzazione degli insegnanti di religione, la legge per gli oratori, l'abolizione dell'Ici per gli enti ecclesiastici e non profit, la battaglia per il riferimento alle radici cristiane dell'Europa e la difesa del crocifisso nelle scuole. E inoltre la legge per la fecondazione assistita, la nuova legge contro la droga, le missioni di pace nel mondo in Iraq, Afghanistan, Kosovo, l'indagine conoscitiva sulla legge 194 sull'aborto. Un parroco gli ha risposto a nome della categoria rispedendo al mittente l'opuscolo. "Signor Bondi, sono abituato a dare alle parole il loro peso per cui a chiamarla "onorevole" dovrei coartare la mia coscienza. Ho ricevuto l'inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d'Italia. Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio.Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato.Avete fatto razzia di tutto. Avete dissestato la finanza pubblica, avete ridotto alla fame gli enti locali da una parte e foraggiato, dall'altra, gli enti ecclesiastici cercando di comprarvi il nostro silenzio se non addirittura la nostra compiacenza.Avete popolato il Parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti. Con voi i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri. Il vostro "Capo" in cinque anni ha quadruplicato il suo patrimonio, mentre le aziende del Paese andavano in crisi. Solo l'elettromeccanica, nell'ultimo quadrimestre del 2005, ha perso il 7,1% del suo fatturato. I nostri pensionati, da qualche anno in qua, non solo non riescono più ad accantonare un soldo, ma hanno incominciato a rosicchiare il loro già risicati risparmi. Avete speso energie e sedute-fiume in Parlamento per difendere a denti stretti le "vostre" libertà mentre il Paese rotolava al 41° posto quanto a libertà di stampa e pluralismo di informazione, dopo l'Angola. Avete mercificato i lavoratori e ipostatizzato le merci. Si tenga pure, signor Bondi, la sua presunzione di coerenza con la "dottrina sociale della Chiesa". Noi preti vogliamo tenerci cara la libertà di lotta e di contestazione contro la deriva liberista e populista della vostra coalizione". Aldo Antonelli (parroco) - Antrosano Dal blog di Grillo (sei forte Beppe!!) P.S.: QUANDO LEGGI LETTERE COME QUELLA DI DON ANTONELLI TI VIEN VOGLIA DI TORNARE A MESSA!
| inviato da il 16/3/2006 alle 17:31 | |
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16 marzo 2006
MENO FACCIA A FACCIA E.........
 E dopo i pallosi Faccia a Faccia ricominciano i fantastici Culi a Culi !
| inviato da il 16/3/2006 alle 17:1 | |
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12 marzo 2006
PRIMA LO ODIAVO, ADESSO MA FA PENA!

Quello che segue è il prologo e l’epilogo del film “QUANDO C’ERA SILVIO – Storia del periodo berlusconiano” di Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio. Prima di vederlo odiavo berlusconi. Adesso mi fa pena, perché ho capito che è una persona malata! Guardatelo e fatelo vedere ai vostri figli! P.S. L'episodio degli insulti a Schulz, al Parlamento Europeo, è una delle scene più vergognose a cui mi sia mai capitato di assistere.
COME INIZIA IL FILM (PROLOGO) DAL “PINOCCHIO” DI COLLODI-CAPITOLO 31 E il conduttore del carro?... Figuratevi un omino più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino di melarosa, una bocchina che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole, come quella d'un gatto che si raccomanda al buon cuore della padrona di casa. Tutti i ragazzi, appena lo vedevano, ne restavano innamorati e facevano a gara nel montare sul suo carro, per essere condotti da lui in quella vera cuccagna conosciuta nella carta geografica col seducente nome di Paese dei Balocchi.  COME FINISCE IL FILM (EPILOGO) DAL “PINOCCHIO” DI COLLODI-CAPITOLO 33 E ora avete capito, miei piccoli lettori, qual era il bel mestiere che faceva l'Omino? Questo brutto mostriciattolo, che aveva una fisionomia tutta latte e miele, andava di tanto in tanto con un carro a girare per il mondo: strada facendo raccoglieva con promesse e con moine tutti i ragazzi svogliati, che avevano a noia i libri e le scuole: e dopo averli caricati sul suo carro, li conduceva nel Paese dei Balocchi, perché passassero tutto il loro tempo in giochi, in chiassate e in divertimenti. Quando poi quei poveri ragazzi illusi, a furia di baloccarsi sempre e di non studiare mai, diventavano tanti ciuchini, allora tutto allegro e contento s'impadroniva di loro e li portava a vendere sulle fiere e sui mercati. E così in pochi anni aveva fatto fior di quattrini ed era diventato milionario.
| inviato da il 12/3/2006 alle 12:6 | |
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12 marzo 2006
CERTO CHE SE NE LEGGONO IN GIRO DI PROPOSTE BIZZARRE!
28 giorni "La proposta che arriva da Settanta in Due, da Daniele Capezzone e da me, è piuttosto semplice: i giudici lascino in pace questa campagna elettorale già delicatissima, ventotto giorni di moratoria ai provvedimenti giudiziari. Si voti in serenità, poi si vede. Questo per la parte seria ......."
| inviato da il 12/3/2006 alle 7:4 | |
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